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Top Ten Tuesday #31

Giugno 23: Dieci Libri Che Celebrano La Diversità

Buondì miei lettori! La sottoscritta è in partenza per l'esilio verso la terra dei mari, con tante belle letture nello zaino e nel kindle pronte a essere esplorate (così tante che ho dovuto fare i salti mortali per nasconderle nelle tasche più improbabili). Fremo per l'eccitazione... E colgo l'occasione per pubblicare un nuovo appuntamento con la rubrica Top Ten Tuesday, quest'oggi con uno sguardo alla diversità e i libri che più l'hanno messa in risalto!
Diversità si intende di ogni tipo. Etnica, religiosa, fisica, etc etc. Pronti? Partiamo!

P.s. Per questa classifica, inserirò solo sei titoli. Dovrei pensarci per trovarne altri ma questi sono i primi che mi siano venuti in mente!


1. Il Mezzo Re, di Joe Abercrombie. Un fantasy con protagonista un ragazzo storpio, ma con una furbizia fuori dal comune.


2. Cinder, di Marissa Meyer. La protagonista non ha una mano e una parte della gamba... Ma è comune essenzialmente una badass. Inoltre i protagonisti sono di etnie miste (a partire da quella cinese per arrivare a caucasica e non).


3. Gameboard of the Gods, di Richelle Mead. Una storia che unisce tante etnie diverse e diversità religiose. Fantastica!


4. A Game of Thrones, di George R. R. Martin. Non potevo non inserire questo romanzo insieme con tutta la sua saga. Si parte da Tyrion, il nano dalla mente brillante, per arrivare a tante diversità etniche estremamente interessanti (anche se la serie tv non gli rende giustizia).
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Game of Thrones: la fiera del nonsense e lo sfogo di una lettrice

18 Maggio 2015.
È successo. Game of Thrones, la serie tanto acclamata, non è immune.
Non è immune al nonsense.


Quando una serie tv raggiunge un certo livello di notorietà sembra sempre accadere l'inevitabile: la qualità muore. Che sia una maledizione? La maledizione del nonsense, che colpisce tutti senza eccezione. In passato, si sa tra tv-addicted, ha colpito serie come True Blood, sempre della HBO, o anche il tanto amato Vampire Diaries. È una costante che uccide quel che di sensato ci sia nella storia, ammazza la maturazione dei personaggi e, diciamolo senza remore: rende il tutto un grosso putt*naio.

Questo è ciò che sta accadendo a Game of Thrones raggiunta la sua quinta stagione, e che ieri ha ottenuto il battesimo con un avvenimento che non spoilererò per chi voglia ancora guardare la serie (non io, che ho chiuso), ma che potrete, volendo, commentare in basso (perché chiunque l'abbia visto lo capirà).
Adesso, però, lasciate che mi sfoghi e vi illustri i motivi della frustrazione accumulata fino a ora, arrivati alla sesta puntata di questa stagione.


Benioff e Weiss, coloro i quali creano il p*ttanaio scrivono la serie, dall'inizio di questa stagione si sono ritrovati senza una cosa molto importante: materiale. Sono passati dall'avere George R. R. Martin nel ruolo di consigliere e romanzi di una certa qualità dalla quale attingere (tutti candidati nei rispettivi anni a uno Hugo, il premio forse più importante per questo genere di storia), a non avere un beata ceppa. Martin li ha abbandonati, troppo impegnato a tentare di non farsi superare dalla serie (anche se di questo passo dubito lo supererà in modo sensato - George, non c'è di che preoccuparsi, fai con calma) mentre i romanzi, con le loro storyline estremamente complicate, sono diventati fantascienza per i due creatori, incapaci di attingere al tanto materiale in qualche modo che avesse senso.

È dunque iniziata la sagra della polpetta, in cui i personaggi che fino alla quarta stagione (se vogliamo abbuonargliela) avevano avuto una certa caratterizzazione sono diventati fantocci, PLOT POINTS, che vagano per le campagne di Westeros ed Essos per raggiungere dati momenti della storia, attraversando interi continenti in mezzo episodio, dimenticandosi di cose dette in precedenza, sorvolando sul buonsenso, stravolgendo nei momenti più opportuni la loro stessa personalità. Per il bene dello shock televisivo sono state fatte tante, troppe porcherie, dimenticando allegramente interi percorsi caratteriali e sputandoci sopra senza remore. Come ho sentito dire da alcuni lettori amareggiati dallo show, l'unico modo per superare la domenica/lunedì di visione è ormai cercare di bere più velocemente di Cersei.


Esempi?

Brienne. Da gigante buono si è trasformata nella buzzurra attaccabrighe che malmena chiunque nelle locande.
Cersei "Carol" Lannister. Da pazza squilibrata a santa madre veneranda, protettrice dei suoi figli.
Jamie "Non ho un senso questa stagione" Lannister. Un nome, un programma.
Arianne "Inesistente" Martell. Che, BEH, non esiste. Uno dei tanti esempi di come questo programma elimini ogni erede donna alla sua casata che esista in ASOIAF, andando a far apparire Cersei ancora più santa perché vorrebbe avere le stesse sigh possibilità sigh di tutti sigh per salire sigh al trono sigh.
Quando in realtà, diversamente da quel che la serie vorrebbe farci credere, a Westeros (in particolare a Dorne) i diritti delle donne sono ben più che riconosciuti.
Sansa "Empowering my ass" Stark. Perché sì, gli autori volevano farci credere che la nuova storyline di Sansa fosse "empowering", una presa di potere della donna, una rivincita.
Tyrion "Il Santo" Lannister. Da uomo che odia la vita a perfetto esempio di santità - anche più di sua sorella.

Dovrei ridere?

Arrivando poi alla puntata di ieri che, miei lettori, è semplicemente un grande e grosso "NO".
Sarò sincera, mi aspettavo ciò che è stato fatto in questo episodio. Mi aspettavo quel che avrebbero fatto a un certo personaggio, viste le premesse di questa stagione, ma continuavo a sperare che non sarebbe successo in quel modo per vari motivi tra cui il fatto che così facendo si perde il senso del percorso di questo personaggio fino a ora, si perde la congruenza con la storia di fondo, si perdono così tante cose che, appunto, io perdo pure il conto.
Sono piena di amarezza quando vi confermo il mio parere: Game of Thrones è scaduto, ha perso qualità e sta diventando un grande scherzone. I personaggi si muovono per il continente senza un vero motivo, facendo passare il tempo prima della prossima scena shock, su cui ormai questa serie si basa. Benioff e Weiss si saranno probabilmente gasati parecchio dopo l'aver potuto adattare i momenti shock scritti da Martin, dimenticandosi però che in una storia vi è un inizio, una metà e una fine e che i momenti shock servono soprattutto per farla muovere dopo l'inizio, per far scattare la maturazione nei personaggi che loro avevano in teoria già iniziato a far muovere. Invece no, no. Adesso Game of Thrones, con la sua fama di serie controcorrente, deve puntualmente sconvolgere lo spettatore con momenti shock anche laddove non servirebbero, o comunque con l'ausilio di personaggi che avrebbero già iniziato una loro maturazione, distrutta però dagli autori che decidono di usarli per far scena, un po' di nudo lì, un po' di sofferenza lì.

Spoiler dopo l'immagine.

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Top Ten Tuesday #29

Top ten autori che vorrei DAVVERO incontrare!



Today è martedì, giorno della settimana che per il blog significa essere tempo di liste, liste e liste! Di cosa? Quest'oggi si parla di autori che vorremmo DAVVERO incontrare.

Facciamo i nomi? Sinceramente non me ne vengono in mente così tanti in questo momento, quindi ve ne darò cinque!


George R. R. Martin, vorrei incontrarlo per potergli dire You know nothing delle sofferenze dei tuoi fan, George. NOTHING.



Marissa Meyer, che incontrerei in questo momento per chiederle COSA SUCCEDERA' IN WINTER? Dimmelo, Marissa. Non posso aspettare fino all'uscita del romanzo.


J. K. Rowling, per poterle chiedere di scrivere un finale alternativo di HP.
No, perché a me non ha soddisfatto granché.


Richelle Mead, in modo da sbirciare tra i suoi prossimi lavori. #risatamalefica


Libba Bray, per chiederle... Quante altre volte rimanderai Lair of Dreams? QUANTE?


Maggie Stiefvater, come potrei non volerla incontrare? Sembra un tipo così esuberante che... beh. Sarebbe divertente parlarci!

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Top Ten Tuesday #28

Top ten Autori Preferiti!


Top ten--top ten ovunque. Today è il turno di una lista simpaticissima, che tratta dei nostri autori preferiti, che siano di un solo genere, di diversi, che siano più di dieci o meno.
Personalmente ho diversi autori di cui apprezzo i lavori e cercarne alcuni che ritengo essere i miei preferiti è... beh, difficile. Motivo per cui questa lista (perché i nomi non saranno in ordine da classifica!) è divisa in due parte: i primi cinque autori sono quelli che vi posso assicurare siano i miei preferiti. I tre in più (per un totale quindi di otto e non dieci) sono alcuni nomi candidati a entrare nella rosa, che per adesso sto leggendo con viscerale passione.


1. Suzanne Collins, autrice della saga degli Hunger Games a cui ho votato la mia fedeltà dopo la lettura, ormai diversi anni fa, di Mockingjay (Il Canto della Rivolta).


2. George R. R. Martin, autore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (note da chi segue solo la serie tv come Game of Thrones).
Oh, Georgino... SCRIVI.


3. Maggie Stiefvater, autrice di Shiver, dei Raven Boys, della Corsa delle Onde... Di tanti romanzi meravigliosi!


4. Rick Riordan, autore di Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo. Uno dei migliori scrittori per ragazzi!


5. J. K. Rowling, autrice di Harry Potter. Ovviamente ha un posto nella classifica in quanto una delle autrici che mi ha introdotto al mondo dei libri.

Dalla sesta posizione in poi sono autori che sono sulla buona strada per entrare tra i miei preferiti. Quali sono?


6. Marissa Meyer, autrice delle Cronache Lunari che sto leggendo proprio in questi giorni e sto adorando!


7. Sarah J. Maas, autrice del Trono di Ghiaccio (Throne of Glass).


8. Virginia De Winter, autrice italianissima di Black Friars, edito da Fazi Editore! Per adesso mi piace praticamente qualsiasi cosa scritta da lei.

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